Occhiali da Vista Furla VU4970N Amber 09BB 2I7RP

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Nella directory interna project/project trova spazio una sub-directory project/project/tests che contiene i moduli dei test del vostro progetto. Gli "unit test" (e altri tipi di test) in Python sono praticamente un obbligo per ogni progetto serio: se non sapete nulla sull'argomento, potete iniziare dalla documentazione standard relativa. Per convenzione, i moduli dei test hanno un nome che inizia per test_ . Se usate questa struttura, allora dovete usare i package, e quindi deve esserci sia project/project/__init__.py sia project/project/tests/__init__.py . Se non volete usare i package, allora non potete mettere i test in una sub-directory: potete metterli direttamente in project/project insieme al resto del codice. I moduli dei test si riconosceranno perché iniziano per test_ .

Risaliamo alla directory principale project , e notiamo che contiene una sub-directory project/docs con la documentazione relativa al vostro progetto. Documentare bene il codice è un punto d'onore di ogni sviluppatore Python: nessuno vorrà avere a che fare con il vostro codice, se non è documentato. In teoria, siete liberi di decidere il formato, le strategie e gli strumenti per la vostra documentazione. In pratica però Sphinx è lo strumento più utilizzato nel mondo Python (anche per la documentazione ufficiale di Python stesso). Sphinx è un tool che genera diversi tipi di output (html, latex, etc.) a partire da testi scritti in reStructuredText . Nella vostra directory di documentazione project/docs non dovete includere l'output finale, ma solo i documenti reStructuredText (con estensione .rst ) che servono a Sphinx per generare l'output, a partire da index.rst . In questo modo chiunque può generare l'output della vostra documentazione utilizzando il formato e il template di sua preferenza. Un file conf.py contiene i parametri necessari per Sphinx (leggete la documentazione per i dettagli).

Naturalmente non siete obbligati a usare Sphinx per la documentazione. Potete usare altri strumenti, mettere in project/docs dei semplici file di testo, o qualsiasi cosa volete: l'importante è che il progetto sia documentato.

La directory-base project contiene inoltre un numero variabile di file di meta-informazioni sul progetto. E' praticamente obbligatorio un README (scritto così, senza estensioni; oppure README.txt o README.rst se è in reStructuredText, o README.md se è in Markdown, etc.). Il README contiene le informazioni essenziali, e dovrebbe essere scritto in Inglese (o come minimo avere una introduzione corta in Inglese all'inizio, se proprio non potete rinunciare all'Italiano). Un file LICENSE contiene il testo della licenza con cui volete distribuire il progetto. Non è necessario inserirlo però: se la licenza è standard e molto nota, basta un richiamo all'interno dei vostri moduli, e/o nel README . Altri file di meta-informazione comuni sono AUTHORS , CONTRIBUTORS , NEWS , history ... tutti senza estensione o con estensioni variabili a seconda del formato.

Fondamentale è la distinzione della tipologia di documento:

Per ciascuna è infatti prevista una diversa composizione degli elementi della citazione: mentre per le monografie, ad esempio, è indispensabile indicare luogo di pubblicazione ed editore, per i periodici questi dati possono non vanno inseriti perché di norma il titolo del periodico è sufficientemente indicativo.

Per indicazioni puntuali ed esempi, sono disponibili in commercio e online diversi testi, tra cui si segnalano:

formato cartaceo

formato elettronico

Un consiglio banale ma prezioso è quello di ricordare sempre di appuntare con attenzione i dati bibliografici dei libri e/o riviste consultati o fotocopiati per non doversi trovare, a ridosso della stesura definitiva della tesi, aricercare nuovamente documenti di cui non si hanno tutti i dati necessari.

Al fine di ridurre il consumo superfluo di carta e inchiostro, il Senato Accademico raccomanda di utilizzare in caso di stampa la seguente formattazione del testo in grado di apportare un'apprezzabile riduzione dei consumi senza peggiorare l’esperienza di lettura:

in caso di stampa

Oltre all’applicazione di queste opzioni di formattazione, si raccomanda la stampa su entrambi i lati della carta (stampa fronte retro).Le medesime impostazioni possono, non obbligatoriamente, essere utilizzate per la formattazione del file PDF trasmesso in Segreteria tramite upload digitale.Per quesiti di natura amministrativa rivolgersi alla Occhiali da Vista McQ MQ0065O 001 XubHpN
.

Le norme prevedono che parole straniere di uso comune nella lingua italiana vadano scritte in tondo; negli altri casi è richiesto il corsivo, tranne per nomi propri e denominazioni ufficiali di istituzioni o leggi che non sono reputati parole straniere.I termini latini sono da considerarsi stranieri e vanno in corsivo.Per dare particolare rilievo a specifiche parole o a brani del testo si può ricorrere al corsivo, mentre per modi di dire o espressioni di questo genere si useranno le virgolette ad apice doppio.

L’inserimento di grafici e tabelle richiede sempre l’indicazione della fonte e della data di aggiornamento dei dati presentati.

Le abbreviazioni possono essere utilizzate sia nel testo che nelle note e nella bibliografia.

Le abbreviazioni possono essere redazionali:

Oppure relative alle pubblicazioni citate:

In caso di impiego sistematico, è buona norma inserire nell’elaborato una tabella riepilogativa di tutte le abbreviazioni impiegate.

Il personale della Biblioteca fornisce informazioni di orientamento bibliografico generale, assistenza nella consultazione di cataloghi e banche dati e nel reperimento di documenti; il servizio è erogato in:

Sala distribuzione :lunedì-venerdì 8:30-21:00, sabato 8:30-13:45( Occhiali da Vista Etnia Barcelona Bari GRHV ARCl2sY1
- +39.06.8522.5600)

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